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CAMBIAMENTI NELLA VITA DI COPPIA CONSEGUENTI ALLA DIAGNOSI DI CANCRO AL SENO

La diagnosi di cancro al seno determina nella donna una frattura nella percezione della propria continuità esistenziale, che si accompagna ad importanti cambiamenti, non solo sul piano corporeo ma anche psicologico (Costantini et al., 2014), i quali si ripercuotono anche nella vita di coppia. Le pazienti identificano i propri partner come la più importante fonte di supporto strumentale ed emotivo (Zimmermann, 2015; Jankowska, 2013), ciò induce questi ultimi a sperimentare un “doppio ruolo” dove, da un lato hanno il compito di sostenere la donna in difficoltà, rispondere ai bisogni di eventuali figli e sostenere la famiglia, mentre dall’altro sperimentano loro stessi una forte sofferenza psicologica. È stato infatti osservato come, a fronte di una diagnosi di cancro al seno, i partner mostrano dei livelli di stress simili, se non superiori, rispetto a quelli delle pazienti oncologiche (Baider, 2014); coerentemente con questi dati, come riportato da Zimmermann (2015), i tassi di prevalenza di ansia e depressione tra i coniugi delle donne con diagnosi di cancro al seno sono, rispettivamente, tra il 10% e il 53% e tra il 16% e il 56%.

Risulta quindi evidente come la coppia debba affrontare una vasta gamma di cambiamenti fisici e fisiologici, intrapersonali ed interpersonali di fronte ad una diagnosi di cancro; nonostante sia difficile generalizzare, alcune delle modalità di reazione più tipiche rispetto alla diagnosi di cancro in uno dei membri della coppia possono essere:  

  • Paralisi: la coppia, sia durante l’iter della malattia sia in seguito, rimane cristallizzata e bloccata, non riuscendo a parlare del cancro, nemmeno a distanza di anni;
  • Crisi: la diagnosi di cancro disvela problemi preesistenti ed ignorati a lungo all’interno delle dinamiche di coppia. Disinteresse ed aggressività sono le modalità che si instaurano tra il partner sano ed ammalato;
  • Chiusura: la coppia, estremamente impaurita dalla malattia, sceglie come modalità difensiva un ritiro ed una riduzione drastica di ogni contatto con l’esterno;
  • Regressione: il partner sano mostra delle modalità di protezione esasperate verso la paziente, mobilizzando affetto e cure, fino ad arrivare alla rinuncia ed abnegazione dei propri bisogni. Spesso, questa modalità nasconde motivazioni differenti, come un sentimento di colpa nei confronti del partner o un’angoscia tollerabile solamente attraverso l’impegno continuo;
  • Protezione: il partner sano aumenta il calore affettivo e sospende qualsiasi comportamento di critica e ostilità; come risultato, la coppia riesce a mantenere un’ottima qualità della comunicazione e la relazione risulta rafforzata dall’evento della malattia.

 

Ovviamente, tra i principali cambiamenti indotti dal cancro al seno all’interno di una relazione vi sono quelli riguardanti la sfera della sessualità; in un momento di così grave emergenza fisica e psicologica l’attenzione ed il coinvolgimento emozionale vengono diretti altrove ed il desiderio sessuale da parte della donna si attenua o si spegne. Ciò è dovuto sia a motivazioni di tipo fisico, dove gli effetti collaterali dei trattamenti (dolore, fatigue, menopausa precoce indotta, incontinenza urinaria, infertilità iatrogena) diminuiscono la capacità di risposta fisica sessuale, sia a motivazioni di ordine psicologico, dove preoccupazioni e vergogna rispetto ai cambiamenti nella propria immagine corporea e alla reazione del partner di fronte ad un corpo vissuto come mutilato causano disagio al pensiero di esser coinvolti in un rapporto sessuale (Costantini et al., 1998; Muzzatti et al., 2012). Una diminuzione del desiderio sessuale, spesso, è riscontrabile anche nei partner delle pazienti; infatti, come sottolineato da Jankowska (2013), la paura di danneggiare il seno ferito, di provocare dolore toccando la donna, di ferirla durante l’intimità ed il disagio ad accarezzare il seno insensibile costituiscono tutte preoccupazioni che potrebbero distrarre i partner dal piacere sessuale, comportando difficoltà nell’eccitazione. In alcuni casi, una riduzione nella qualità della sessualità di coppia può essere attribuita anche al cambiamento dei ruoli causato dal processo di cura; il passaggio da una relazione simmetrica ad una fortemente asimmetrica, tra un caregiver ed un assistito, invalida l’aspetto sessuale della coppia, poiché attrattiva e desiderio del partner vengono sostituiti da sentimenti di accudimento nei confronti della donna, non più vista come amante ma come “paziente” (Jankowska, 2013). 


 

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